SCRITTI

COSTITUZIONI

CONGREGAZIONE

PER GLI ISTITUTI DI VITA CONSACRATA

E   LE   SOCIETÀ   DI   VITA   APOSTOLICA

Prot..n.I.s. 4189/93                                    

DECRETO

 Lo Spirito Santo, vero artefice della fecondità della vita della Chiesa, ha suscitato in essa il carisma della consacrazione secolare, che, nel corso dei secoli, ha riunito persone desiderose di consacrarsi totalmente a Dio con la professione dei Consigli Evangelici vissuti mondo, senza alcun segno esteriore della loro vocazione, per poter essere dal di dentro lievito e fer­mento di santità.

Antesignana di questa vocazione, ufficialmente ri­conosciuta dalla Chiesa nel 1947, è la "Compagnia di Sant'Orsola" fondata da Sant'Angela Merici a Bre-scia il 25 novembre 1535, approvata dall'Ordinario diocesano l'8 agosto 1536 e confermata da Papa Paolo III con la Bolla "Regimini Universalis Ecclesiae", il 9 giugno 1544.

A questa Compagnia iniziale si rifanno tutte Figlie di Sant'Angela Merici, specialmente le Orsoline secolari, organizzate in numerose Compagnie diocesane che, riunite in una federazione furo­no riconosciute come un unico Istituto secolare a forma federativa di diritto pontificio con il Decreto "Vetustum et Praeclarum Institutum" del 25 mag­gio 1958, che ne approvava le Costituzioni per sette anni.

Successivamente, nel 1967, la Sede Apostolica ap­provava ad experimentum le nuove Costituzioni, e nel 1977 il testo ancora in vigore.

Dopo la promulgazione del nuovo Codice di diritto canonico, l'Istituto secolare "Compagnia di Sant'Orsola" si è interessato a studi specifici, ha consultato esperti, ha sollecitato le Compagnie Federate e i loro membri ad approfondire il pro­prio carisma e le proprie tradizioni e soprattutto ha impetrato la Grazia del Signore, certo della parola di Sant'Angela: "Gesù Cristo mai abban­donerà questa Compagnia finché il mondo durerà", al fine di giungere ad un nuovo testo co­stituzionale che, attento al contesto storico attua­le e sempre aperto al futuro, richiami origini e tradizioni.

            Pertanto dopo accurato esame, la Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica con il presente Decreto

approva

 il nuovo testo delle Costituzioni della "Compagnia di l'Orsola", Istituto secolare di Sant'Angela Merici, secondo l'esemplare conservato nel suo Archivio, ed auspica che esse offrano a tutte le consacrate dell'I­stituto un cammino di santità per una testimonianza più incisiva nella Chiesa e nel mondo.

Dato a Roma, l'8 Agosto 1994.

 

Eduardo Cardinale Martinez Somalo

Prefetto

 


 

+ Francisco Javier Erràzuriz Ossa

              Segretario

COSTITUZIONI

della

"COMPAGNIA DI SANT'ORSOLA"

Istituto secolare di Sant'Angela Merici

 

CAPITOLO PRIMO

CHIAMATE PER GRAZIA A SERVIRE INSIEME IL SIGNORE

 

IL NOSTRO ISTITUTO

 

1.1  Sant'Angela Merici

ha chiamato "Compagnia di Sant'Orsola" 1 

l'istituzione di vergini consacrate nel mondo,

da lei fondata a Brescia il 25 novembre 1535.

 

1.2  La "Compagnia di Sant'Orsola" 2,

approvata dall'Ordinario diocesano l'8 agosto 1536,

e da Paolo III il 9 giugno 1544

con la Bolla 'Regimini Universalis Ecclesiae',

si è diffusa nel corso dei secoli

in Italia e nel mondo

con il sorgere di numerose Compagnie.

 

1.3  Il 25 maggio 1958, accogliendo le esigenze

di comunione e di collaborazione delle Compagnie,

la Santa Sede

ne ha costituito ed approvato la Federazione

quale istituto secolare femminile di diritto pontificio

a organizzazione diocesana e interdiocesana.

 

 

_______________________________________________________

1.2. Angela Merici, Regola, Prologo

 ________________________________________________________________________

1.4  Nella Federazione ciascuna Compagnia

conserva la propria autonomia di governo:

formativa, organizzativa, economica.

Ciascuna Compagnia, secondo le proprie tradizioni,

mantiene un particolare legame

con il Vescovo della Diocesi

in cui ha la propria sede.

 

1.5  Nella vita della Fondatrice,

nella Regola, nei Ricordi e nel Testamento,

calati nell'attuale contesto storico

dalle presenti Costituzioni,

troviamo la norma fondamentale della nostra vita

e la via per realizzare il fine dell'istituto:

tendere alla perfezione della carità;

fare onore a Gesù Cristo;

servire Dio e il suo Regno;

collaborare alla salvezza del mondo.

 

LA NOSTRA FONDATRICE

 

2.1  La Fondatrice  Sant'Angela Merici,

in docilità allo Spirito,

accolse il mistero di Cristo,

mandato dal Padre nel mondo

a condividere la storia e la vita dell'uomo,

per rivelare nella Pasqua

la sua dedizione totale al Padre per l'umanità

e per portare a compimento il disegno di salvezza.

Visse questo mistero

nelle condizioni comuni e ordinarie

dell'esistenza umana,

unita con atteggiamento sponsale

al Figlio di Dio, suo "Amatore"3.

 

2.2  In obbedienza allo Spirito,

fece fiorire a gloria di Dio,

in una istituzione del tutto nuova,

quella forma mirabile di vita

 

_______________________________________________________

3. S.Angela Merici, Ricordi, 5° Ricordo, 9° Ricordo

_________________________________________________________________________

che il Salvatore ha vissuto

e con lui la Madonna, gli Apostoli, le Vergini 

e tanti cristiani della Chiesa primitiva.

 

2.3  Noi, sue figlie, con gioia e gratitudine,

ne accogliamo il carisma

che lo Spirito Santo continuamente rinnova

in fedeltà alle origini e alle attese della Chiesa.

 

IL NOSTRO CARISMA

 

3.1  Partecipi mediante la fede e il battesimo

del mistero pasquale di Cristo

nel nuovo popolo di Dio che è la Chiesa,

siamo chiamate

ad essere "vere e intatte spose"4 del Figlio di Dio,

a separarci dalle "tenebre" 5 del mondo

e a unirci insieme

per "servire" 6 il Regno di Dio

nella secolarità.

 

3.2  Nella Compagnia risponderemo liberamente

e con animo lieto alla chiamata,

e con docilità ci lasceremo guidare dallo Spirito

nella sequela di Cristo,

obbediente, casto e povero,

perché il nostro essere  assuma la forma

della fede, della speranza e della carità.

 

3.3  La nostra vita di Consacrate secolari

avrà il suo centro di unità in Cristo Gesù,

che ha ristabilito l'alleanza del Padre,

e ha rivelato il suo amore senza riserve

per ogni essere umano.

 

3.4  Camminando con fedeltà

in questa forma di vita

parteciperemo attivamente all'avvento del Regno

dando il nostro contributo per:

portare la forza rinnovatrice del Vangelo

 

________________________________________________

4. 5. 6. S.Angela Merici, Regola, Prologo

________________________________________________________________

 

negli ambienti dove Dio ci ha chiamate;

discernere il progetto di Dio sulla storia;

orientare alla luce delle cose di lassù

gli avvenimenti del quotidiano;

essere ovunque operatrici di pace e di concordia.

 

IL NOSTRO STILE  DI  VITA

 

4.1  Il nostro cammino spirituale

si esprime in una continua tensione verso Cristo.

Unite a Lui, fonte della vera sapienza,

cerchiamo di realizzare nella nostra vita

quella mirabile sintesi di azione e contemplazione

che fu della nostra Madre

e delle nostre prime sorelle:

"stando nel mondo, partecipi della vita attiva,

gustano della vita contemplativa

e in maniera mirabile

uniscono l'azione alla contemplazione;

l'altezza della contemplazione

non distoglie dall'azione,

né l'attività impedisce

il gusto delle cose celesti" 7.

 

4.2  Lo Spirito Santo, che opera sempre in noi,

ci renderà capaci di silenzio, stupore e sapienza

come Anna, figlia di Fanuel 8,

e ci darà la forza e l'ardore di Giuditta 9.

Con il suo aiuto la nostra vita sarà

di impegno per essere testimoni

di carità, di fede e di speranza nel cuore del mondo;

di responsabilità per un sapiente discernimento

delle luci e delle ombre

che sono nell'uomo e nella storia;

di "ammaestramento e di edificazione" 10 per tutti

mediante i gesti del quotidiano

 

_______________________________________

 

 7. cfr GABRIELE COZZANO, Risposta contro quelli [che] persuadono

la clausura alle Vergini di sant'Orsola, ms, 1540-46, [50v - 51r],

Biblioteca Queriniana, Brescia

 8. S.Angela Merici, Regola, Della orazione

 9. S.Angela Merici, Regola, Prologo

10. S.Angela Merici, Regola, Della verginità

________________________________________

 

che nascono da un cuore plasmato dal Vangelo;

di partecipazione per creare

strutture di fraternità e di solidarietà

capaci di aiutare la libertà dell'uomo

ad aprirsi al futuro di Dio.

 

4.3  Con animo filiale

parteciperemo al dinamismo missionario della Chiesa,

tutta protesa alla evangelizzazione,

ci impegneremo a dare il nostro contributo

da laiche consacrate alla vita della diocesi,

e a pregare intensamente perché Dio

"non abbandoni la sua Chiesa,

ma la voglia riformare

come a Lui piace " 11.

 

4.4  Nella Compagnia

vogliamo ricercare, edificare e custodire

lo spirito di unità e di fraternità,

segni inconfondibili

dell'autenticità della nostra comunione con Dio.

Avremo così la certezza

di essere sulla "via buona e gradita a Dio" 12

e manifesteremo al mondo

di essere discepole del Signore.

Nella condivisione tra le sorelle

troveremo l'aiuto, per vivere secondo lo Spirito

nella vita personale,sociale ed ecclesiale,

e il sostegno, per superare le prove

del pellegrinaggio terreno.

_________________________________________________

11. S.Angela Merici, Ricordi, 7° Ricordo

12. S. Angela Merici, Testamento, 10° Legato

 _________________________________________________________________

 

CAPITOLO SECONDO

COLORO CHE SONO CHIAMATE

 

CAMMINO INIZIALE

 

5.1  A colei che si sente chiamata

a seguire Cristo Gesù

secondo il carisma di Sant'Angela Merici

la Compagnia  che la accoglie,

dopo un periodo di orientamento vocazionale,

propone il tempo di prova iniziale.

Questo tempo dovrà consentire alla Candidata

di verificare l'autenticità della sua vocazione, 

di approfondire

l'identità della consacrazione secolare,

di conoscere lo spirito della Fondatrice

e di sperimentare la forma di vita da lei tracciata.

 

5.2  L'ammissione al periodo di prova iniziale

è di competenza della Direttrice della Compagnia,

con il consenso del suo Consiglio,

sentito il parere di chi ha aiutato la Candidata

nel periodo di orientamento vocazionale.

 

5.3  Sarà ammessa colei

che dimostra di entrare lietamente e liberamente

e ha i requisiti necessari

per condurre la vita che è propria della Compagnia.

La Candidata dovrà avere compiuto 18 anni,

non essere legata dal vincolo matrimoniale

e non essere incorporata

in altro istituto di vita consacrata,

o in una società di vita apostolica.

 

5.4  Il periodo di prova iniziale

ha la durata di due anni.

Una eventuale riduzione

per un tempo non superiore a due mesi,

potrà essere concessa per giusti motivi,

dalla Direttrice della Compagnia.

Il periodo di prova potrà essere prorogato

per non più di due anni

su richiesta della Candidata

o per decisione della Direttrice;

in entrambi i casi,

con il consenso del Consiglio,

e sentita la Responsabile della formazione.

 

5.5  La Candidata, durante la prova iniziale,

sarà accompagnata

dalla Responsabile della formazione

che le sarà vicina con la testimonianza,

con il consiglio, con la preghiera,

con la proposta di adeguati itinerari formativi,

e la aiuterà a entrare

in un costruttivo dialogo con la Direttrice.

La Candidata

sarà sostenuta dai membri della Compagnia

con la preghiera, l'amicizia e il dialogo

nel  reciproco rispetto e con il dovuto riserbo.

 

5.6  Essa troverà negli itinerari formativi

gli strumenti utili

per una autentica conoscenza di sé

e per una personale formazione

sul piano umano, culturale,

spirituale, ecclesiale ed apostolico.

Attraverso questi ed altri aiuti

dovrà assimilare i valori evangelici,

interiorizzare e sperimentare

gli impegni derivanti dalla consacrazione nel mondo,

conoscere la storia della Compagnia

e amarne la vita.

 

INCORPORAZIONE TEMPORANEA

 

6.1  La Candidata

che nel periodo della prova iniziale

avrà maturato

la ferma intenzione di seguire Cristo

secondo il carisma di Sant'Angela Merici,

potrà chiedere

di essere ammessa alla consacrazione

che, sia pure in modo temporaneo,

la incorpora nella Compagnia.

 

6.2  Nel tempo della incorporazione temporanea

la Responsabile della formazione o altra incaricata

continuerà a seguire la Consacrata

affinché, in docilità allo Spirito, assuma ed esprima

sempre più nella sua vita lo stile

della secolarità consacrata tipica della Compagnia,

e cresca nel desiderio e nella volontà

di donarsi a Dio, in modo totale e definitivo.

 

6.3 Il periodo della incorporazione temporanea

ha la durata di cinque anni

e sarà suddiviso in due tempi:

il primo di due anni, il secondo di tre anni.

Una diversa suddivisione

potrà essere concessa

dalla Direttrice della Compagnia

con il consenso del suo Consiglio,

e sentita la Responsabile della formazione.

Il periodo di incorporazione temporanea

potrà essere prorogato, per non più di due anni,

su richiesta della Candidata

o per decisione della Direttrice;

in entrambi i casi con il consenso del Consiglio,

e sentita la Responsabile della formazione.

 

6.4  Prima dello scadere dei vari tempi

la Candidata chiederà di rinnovare

il proprio impegno temporaneo

o di essere incorporata a vita.

 

6.5  Un eventuale anticipo

della incorporazione a vita,

per non più di tre mesi,

potrà essere concesso per giusto motivo

dalla Direttrice della Compagnia.

 

6.6  Il diritto di ammettere

alla incorporazione temporanea e a vita,

spetta alla Direttrice,

con il consenso del suo Consiglio,

sentito il parere

della Responsabile della formazione.

La Candidata,

possibilmente durante una celebrazione liturgica,

farà la sua consacrazione

alla presenza della Direttrice,

o di una sua delegata,

che la riceve

in nome della Chiesa e della Compagnia.

 

INCORPORAZIONE A VITA

 

7.1  La consacrazione a vita,

definitivo sigillo dell'alleanza sponsale,

incorpora nella Compagnia

a tutti gli effetti canonici.

 

7.2  La Consacrata

continuerà per tutta la vita a curare

la sua formazione umana, spirituale,

intellettuale, professionale e apostolica

valorizzando, con senso di responsabilità,

i mezzi offerti dalla Compagnia,

dalla Chiesa e dalla società,

per tendere a una sempre più radicale donazione

a Cristo nella storia.

 

7.3  Si sentirà corresponsabile

della vita e della crescita della Compagnia;

troverà in essa il luogo privilegiato

per il confronto, il dialogo e il sostegno

per un cammino di rinnovata fedeltà.

 

USCITA VOLONTARIA

 

8.1  Qualora una Consacrata, terminato

il rispettivo tempo degli impegni temporanei,

volesse lasciare la Compagnia,

la Direttrice e la Responsabile della formazione

le saranno vicine perché assuma la decisione

alla luce della fede,

e in piena consapevolezza e libertà.

Se decidesse di lasciare la Compagnia

durante l'impegno temporaneo o a vita,

ne farà domanda scritta alla Direttrice      

che, con il consenso del suo Consiglio,

nel caso della consacrazione temporanea,

le concederà l'indulto

mentre, nel caso della consacrazione a vita,

inoltrerà la richiesta di indulto

al Vescovo della diocesi

in cui la Compagnia ha la sua sede.

 

8.2  In forza dell'indulto la Consacrata è sciolta

dagli impegni di consacrazione

e terminano per lei tutti i diritti e tutti i doveri

derivanti dalla incorporazione nella Compagnia.

 

NON AMMISSIONE, DIMISSIONE, PASSAGGIO, TRASFERIMENTO

 

9.1  Colei che desidera entrare nella Compagnia,

o perseverare in essa,

non sempre è effettivamente adatta

a viverne gli impegni.

In tal caso la Direttrice,

con il consenso del suo Consiglio,

sentito il parere

della Responsabile della formazione,

non ammetterà la Candidata

alla prima consacrazione,

al suo rinnovo, o alla consacrazione a vita.

 

9.2  Se una Consacrata, ripetutamente,

incorresse in colpe gravi e palesi

la Direttrice la richiamerà almeno due volte,

con espresso riferimento

alla possibilità di dimissione 13.

 

9.3  Qualora dimostrasse incorreggibilità

la Direttrice, con il consenso del suo Consiglio,

dovrà avviare la procedura di dimissione,

secondo quanto previsto

 

______________________________________________

13. Codice di Diritto canonico (CDC), canoni 696 e 697

dal Codice di Diritto canonico 14,

che regola pure i casi di dimissione doverosa

e di dimissione  'ipso facto' 15.

L'atto di dimissione

dovrà essere convalidato dalla Santa Sede.

 _____________________________________________

 

9.4  Contro l'eventuale dimissione, la Consacrata

ha diritto di ricorrere alla Santa Sede,

entro dieci giorni dalla ricezione della notizia 16.

 

9.5  Sarà dovere della Compagnia

sostenere con carità evangelica

colei che non è stata ammessa alla consacrazione

o che è stata dimessa.

 

9.6  Per l'eventuale passaggio

ad altro istituto di vita consacrata

o da uno di questi istituti

si seguiranno le norme

del Codice di Diritto canonico 17.

Per l'eventuale trasferimento

da una Compagnia ad altra della Federazione

è sufficiente

l'accordo delle due Direttrici

con il consenso del rispettivo Consiglio.

 

RIENTRO NELLA COMPAGNIA

 

10  Con amore la Compagnia accoglierà

colei che, uscita volontariamente o dimessa,

chiedesse di rientrare,

purché accetti le modalità,

le condizioni  e un tempo di attesa

stabiliti, con prudenza e carità evangelica,

dalla Direttrice

con il consenso del suo Consiglio,

e sentita la Responsabile della formazione.

 

__________________________________________________

14. CDC, canone 729 e quelli in esso contenuti

15. CDC, canoni 694 e 695

16. CDC, canone 700

17. CDC, canone 730 e quelli in esso citati

____________________________________________________________________

 

CAPITOLO TERZO

PER RISPONDERE ALLA GRAZIA DELLA VOCAZIONE

 

LA NOSTRA PREGHIERA

 

11  La grazia che Dio Padre ci ha fatto

di donarci totalmente a Lui nel Cristo,

mediante la Chiesa,

richiede, per essere portata a compimento,

una incessante preghiera

e un vivo desiderio di radicale fedeltà.

La preghiera perseverante ci renderà partecipi

del colloquio filiale di Gesù con il Padre

e ci disporrà ad accogliere

i doni dello Spirito Santo.

 

LA PAROLA DI DIO

 

12  La nostra preghiera

trova radice e nutrimento nella Parola di Dio.

Nella Chiesa e con la Chiesa,

ci apriremo all'ascolto orante

della Parola del Signore

e la accoglieremo  nella docilità della fede.

Con l'aiuto dello Spirito ci impegneremo

a tradurla in comportamenti concreti e coerenti,

per testimoniare nella nostra vita

la novità e la speranza del Vangelo.

Illuminate e trasformate dalla Parola,

potremo guardare all'uomo, al mondo e alla storia

con lo sguardo di Dio.

 

LA VITA LITURGICA E SACRAMENTALE

 

13.1  L'Eucaristia,

fonte e culmine della vita della Chiesa,

è il centro della nostra vita,

il cuore della nostra vocazione,

il nutrimento della nostra missione.

Ad essa attingeremo la forza per offrire,

in fedeltà e in rendimento di grazie,

la nostra vita,

amando come il Cristo ci ha amato;

da essa riceveremo in dono la gioia

di aprirci alla speranza di un mondo rinnovato.

 

13.2 Per questo parteciperemo ogni giorno

alla celebrazione dell'Eucaristia;

in caso di impedimento

ci uniremo alla celebrazione del santo sacrificio

continuamente offerto nel mondo e sul mondo.

 

13.3  Celebreremo con la Chiesa

il mistero di Cristo nell'anno liturgico,

valorizzeremo il giorno del Signore

e glorificheremo Dio, normalmente ogni giorno,

con le Lodi e i Vespri.

 

13.4  La coscienza della inadeguatezza

della risposta al dono di Dio

e dell'infedeltà alla sua grazia

ci spingerà a domandare al "benignissimo Signore" 18

misericordia e tempo e modo di pentirci.

Ci accosteremo con frequenza e con regolarità

per quanto possibile

al sacramento della riconciliazione.

 

LA PREGHIERA PERSONALE

 

14.1 Consapevoli che occorre raccogliersi in Dio

per stare in verità nel mondo,

troveremo ogni giorno

momenti di silenziosa adorazione e contemplazione

anche nelle nostre case per:

dare voce alla lode e al rendimento di grazie

insieme con tutte le creature;

_______________________________________________

18. S. Angela Merici, Regola, Dell'orazione

______________________________________________________________

 

chiedere perdono per il peccato del mondo,

per noi e per tutti i nostri fratelli;

stupirci delle meraviglie

che Dio opera in noi e attorno a noi.

 

14.2  Sapremo valorizzare tutti i mezzi

che possono aiutarci

nel nostro cammino di continua conversione:

in particolare la revisione di vita,

il confronto con la Direttrice

e la direzione spirituale.

 

14.3  Accoglieremo  l'invito della Fondatrice

di accompagnare la nostra preghiera con il digiuno.

In dialogo con la guida spirituale

e con il consenso della Direttrice,

troveremo tempi e forme personali di digiuno,

che ci dispongono alla conversione,

alla sobrietà di vita

e alla solidarietà con i fratelli più poveri.

 

14.4  La nostra vita di preghiera

troverà modo di esprimersi

anche con forme di devozione tradizionale

proprie della comunità e della Chiesa locale.

 

14.5  Arricchiremo la nostra vita spirituale

con lo studio degli insegnamenti del Magistero

e con la partecipazione

alle iniziative promosse dalla Chiesa locale.

 

14.6  Mediteremo la Regola e gli altri scritti

che la Fondatrice ci ha lasciato,

via sicura per rispondere con fedeltà

alla chiamata divina.

Celebreremo con fervore la sua festa

e quella di Sant'Orsola,

e nel giorno di Santa Caterina d'Alessandria

ricorderemo la nascita della Compagnia.

 

15  Per la nostra vita interiore 

sono di importanza fondamentale

gli Esercizi spirituali annuali,

le giornate di spiritualità

e gli  incontri periodici

secondo le tradizioni di ogni Compagnia.

Questi tempi forti, che sono per ciascuna di noi

un autentico dono dello Spirito Santo,

saranno accolti con responsabilità e gratitudine.

Essi costituiscono anche per la Compagnia

un tempo di grazia, durante il quale potremo:

condividere lo stesso ideale;

comunicarci la gioia dell'essere insieme;

sperimentare più intensamente tra noi

la presenza di intercessione della Fondatrice.

 

16  Maria, madre di Gesù,

alla quale ricorreremo con affetto filiale,

è il modello della nostra vita di Consacrate nel mondo

e il sostegno della nostra risposta quotidiana a Dio.

Da lei impareremo a progredire nella fede

e ad aprirci all'amore di Dio.

Per mezzo suo imploreremo la luce dello Spirito.

A lei ci rivolgeremo nelle prove e nelle difficoltà

per essere, come lei, sempre fedeli.

Considereremo il rosario

forma privilegiata di preghiera mariana.

 

17  Nella consapevolezza che senza spazi di tempo

responsabilmente cercati

non ci è possibile

vivere da contemplative nell'azione,

ci sforzeremo di essere fedeli

alla vita di preghiera personale e comunitaria

e a quanto concorre alla nostra crescita

secondo il progetto di Dio.

Qualora vi fossero persistenti difficoltà

cercheremo, in dialogo con la Direttrice,

di trovare le modalità più idonee

per salvaguardare la nostra vita spirituale.
 

CAPITOLO QUARTO   

 

CONSACRAZIONE E MISSIONE

 

CONSACRAZIONE

 

18.1  In Cristo il Padre offre a ciascuna di noi

la singolare grazia

della consacrazione nella Compagnia.

Con la nostra risposta,

mediante l'assunzione dei consigli evangelici,

esprimiamo la volontà decisa e assoluta

di donarci incondizionatamente a Dio e ai fratelli

e di essere fedeli per tutta la vita.

 

18.2  Assumeremo i consigli evangelici

di obbedienza, di castità, di povertà,

o con "fermo proposito" 19 o con voto o con promessa,

per viverli nella secolarità

nel modo inteso dalla Fondatrice

e presentato in queste Costituzioni.

Ogni singola Compagnia

con delibera della sua Assemblea

deciderà la forma del vincolo sacro

in conformità alla propria storia anche recente.

 

18.3  La formula di consacrazione,

nella quale la candidata esprimerà il dono di sé

in risposta alla chiamata di Dio,

e l'impegno ad assumere i consigli evangelici

di obbedienza, di castità, di povertà,

dovrà fare riferimento

al vincolo sacro,

che come tale impegna in coscienza,

alla persona che legittimamente

riceve l'atto di consacrazione

a nome della Chiesa e della Compagnia,

____________________________________________________

19. cfr S.Angela Merici, Ricordi, 5° Ricordo, 7° Ricordo

 ____________________________________________________

 

alla durata del periodo dell'impegno,

alla Regola di Sant'Angela e alle Costituzioni.

 

OBBEDIENZA FILIALE

 

19.1  Con il dono della nostra volontà a Dio

partecipiamo nella Chiesa e con la Chiesa

al mistero dell'obbedienza di Cristo,

venuto nel mondo non per fare la sua volontà,

ma la volontà di Colui che lo ha mandato.

 

19.2  In unione a Cristo

vivremo l'obbedienza alla Parola di Dio,

al Magistero e alle leggi della Chiesa,

a coloro che servono la Compagnia con l'autorità,

"al padre e alla madre" 20 ,

"alle leggi e agli statuti

dei reggitori, e ai governatori degli Stati" 21,

purché non contrari

alla coscienza illuminata dalla fede,

"e a ogni creatura per amore di Dio" 22;

ma soprattutto saremo docili allo Spirito Santo

che "di continuo" 23, con il consiglio e l'ispirazione,

parla al cuore riconciliato e libero.

 

19.3  Nel confronto all'interno della Compagnia

ognuna di noi imparerà a discernere

nelle proprie condizioni di vita

le esigenze dell'obbedienza,

"grande luce"  24 e sorgente della libertà e della gioia

che nascono dal sacrificio spirituale di sé.

 

19.4  Per l'impegno assunto con la consacrazione,

ognuna, in dialogo attivo e responsabile

secondo modi e tempi ricercati e concordati,

verificherà con la Direttrice,

o con una sua eventuale delegata,

_____________________________________________________

20. 21. 22. 23. 24.  S.Angela Merici, Regola, Dell'obbedienza

_______________________________________________________________________

 

il proprio impegno di fedeltà

alle esigenze della vocazione e al carisma,

e la partecipazione alla vita della Compagnia,

secondo la Regola e le Costituzioni;

sottoporrà orientamenti e scelte

che possono modificare

in modo determinante la propria vita,

quali il cambio di lavoro e di residenza,

l'accettazione o il rifiuto di incarichi pubblici,

di particolari responsabilità familiari

e di impegni apostolici,

disponibile ad accettare

le indicazioni che le saranno suggerite.

 

19.5  Sapienza e rettitudine di giudizio

guideranno noi Consacrate e la Direttrice

nel cammino di ricerca della volontà di Dio

che perdura tutta la vita

e non ci potrà mai esonerare

dall'assumere personalmente le proprie responsabilità.

 

CASTITA' VERGINALE

 

20.1  Abbracciando la castità per il Regno dei Cieli

partecipiamo nella Chiesa e con la Chiesa

al mistero della verginità di Cristo

che ha tanto amato gli uomini

fino a dare se stesso per la loro salvezza

 

20.2  In unione a Cristo e ad imitazione di Lui,

risponderemo all'amore del Padre

con un continuo atto di amore,

tenendo viva in noi l'attesa

dell'incontro definitivo con l'"Amatore" nostro.

Nella nostra vita quotidiana esprimeremo

a noi stesse e al mondo

la letizia e la gratitudine di chi sa di essere amata

e testimonieremo

la gioia del dono di noi stesse a Dio.

Saremo aperte ai valori dell'amicizia,

alla collaborazione,

all'aiuto cordiale verso tutti.

Sapremo valorizzare la nostra femminilità

che ci porterà ad essere donne liete e libere,

piene di carità, di fede e di speranza,

disponibili a donarci a tutti

senza lasciarci possedere da nessuno.

 

20.3  Nel clima di famiglia, che ogni Consacrata

è impegnata a costruire

e a conservare nella Compagnia,

ognuna di noi potrà trovare mezzi e modi

per procedere nei momenti di difficoltà,

e per vivere la solitudine e le prove spirituali.

 

20.4  Per l'impegno assunto con la consacrazione

ognuna, "facendo volontariamente

sacrificio a Dio del proprio cuore" 25,

vivrà fedelmente la castità verginale

in tutte le sue dimensioni ed esigenze

di pienezza e di rinuncia.

Si comporterà

in modo da non commettere " cosa alcuna

che sia indegna di spose dell'Altissimo" 26.

 

20.5  Vigilanza e profondo rispetto

animeranno le dirette Responsabili

nell'aiutare e accompagnare le sorelle

nel cammino di continuo dono al Signore.

 

POVERTA' EVANGELICA

 

21.1  Alla sequela di Cristo Gesù

partecipiamo nella Chiesa e con la Chiesa

al mistero della povertà del Salvatore

che tutto ha ricevuto dal Padre

e tutto ha rivolto e offerto a Lui,

fonte di ogni bene.

 

21.2  In unione a Cristo e ad imitazione di Lui

praticheremo la povertà evangelica

_______________________________________________

25. 26. S. Angela Merici,  Regola, Della verginità

_______________________________________________________________

 

nella dipendenza totale da Dio,

che vuole il nostro bene e la nostra gioia;

sperimenteremo la libertà dei figli,

vivendo del nostro lavoro

e usando le cose del mondo,

con un sereno abbandono nel Padre

e nella sua "benevola e ineffabile Provvidenza" 27;

sapremo accettare serenamente i nostri limiti,

i problemi e le sofferenze della vita

come partecipazione alla povertà di Cristo,

fino alla suprema povertà della morte.

Saremo sempre disposte a donare ai fratelli

tempo, consiglio, preghiera, denaro e altri beni,

attente alle povertà emergenti,

alle esigenze della Chiesa

e ai bisogni della Compagnia.

 

21.3  In costante dialogo

ricercheremo nella Compagnia

le vie per un sapiente discernimento

delle realtà in cui siamo inserite

e i modi per attuare

il nostro effettivo impegno di povertà.

Anche la Compagnia nel suo insieme

e nella eventuale gestione di Opere

o Attività apostoliche,

sarà animata da uno spirito di condivisione

e manterrà uno stile di sobrietà.

 

21.4  Per l'impegno assunto con la consacrazione

ognuna cercherà, volontariamente,

la limitazione e la dipendenza

nell'usare e nel disporre dei propri beni.

Per questo verificherà con la Direttrice,

o con una sua eventuale delegata,

in modi e tempi concordati,

la propria personale situazione economica,

e i criteri per l'uso dei beni;

________________________________________________

27. S.Angela Merici, Regola, Della povertà

 _______________________________________________

 

e chiederà il permesso

per contrarre debiti, fare prestiti, avalli,

spese straordinarie,

elargizioni di una certa consistenza

in rapporto alla propria condizione economica.

Nei casi urgenti agirà con prudenza

e, appena possibile, informerà la Direttrice.

 

21.5  Carità cristiana e sollecitudine materna

animeranno le Responsabili

ad essere vicine ai membri della Compagnia

che si trovassero in situazione di bisogno.

 

TESTIMONIANZA FEDELE

 

22.1  La nostra consacrazione

ci rende partecipi nella Chiesa

della missione di Cristo Gesù,

sacerdote, re e profeta.

 

22.2  In unione a Cristo 

e in comunione con la Chiesa,

saremo animate dall'impegno

di offrire a Dio il culto spirituale

e di servire il Regno e la sua crescita nella storia.

 

22.3 Nella famiglia e nella professione,

nella comunità civile ed ecclesiale,

e in ogni nostra attività e iniziativa

terremo desta la speranza del cielo,

dove Gesù vive alla destra del Padre.

Il nostro lavoro si svolgerà

con grande senso di responsabilità,

con competenza, serietà e onestà.

Ovunque ci troveremo,

cercheremo di essere costruttrici di pace;

ci apriremo alle necessità dei fratelli

e all'impegno

di edificare in modo solidale la città dell'uomo,

nella difesa della verità e della giustizia.

Accoglieremo gioiosamente Cristo

e lo serviremo con amabilità e mitezza

in ogni essere umano, a cominciare dai più poveri.

Il nostro comportamento sarà giudizioso e mite,

di buon esempio e di edificazione

per quanti incontreremo;

le nostre parole saranno "sagge e misurate,

non aspre, non crude,

ma umane e inducenti a concordia e carità" 28.

 

22.4  Consapevoli di essere parte viva

della Chiesa locale e universale,

collaboreremo secondo il nostro stile di vita

alla crescita della comunità ecclesiale,

presteremo attenzione

alle indicazioni dei nostri Pastori,

soprattutto del Vescovo diocesano,

in ordine ai bisogni della Chiesa

per l'evangelizzazione e il servizio della carità,

e avremo cura

di far conoscere il carisma di Sant'Angela Merici.

 

22.5  Nella Compagnia

manifesteremo concretamente la carità che ci unisce,

con l'aiuto alle sorelle

e con la collaborazione alle attività e alle iniziative

proposte per il bene della Compagnia.

 

22.6  Se la Compagnia

gestisce Opere educative o caritative,

quelle tra noi

che scelgono liberamente di impegnarvisi,

sappiano che la loro presenza

diventerà testimonianza significativa,

se saranno evidenti la comunione fraterna

e lo spirito di accoglienza e di condivisione

e se verrà mantenuto lo stile di vita secolare.

 

22.7  Il carattere secolare della nostra consacrazione

che ci pone fermento nel mondo,

suggerisce il criterio del riserbo

sulla nostra appartenenza alla Compagnia.

 _______________________________________________

28. S.Angela Merici, Ricordi, 5° Ricordo

________________________________________________________________

 

Qualora determinate situazioni

richiedano di rendere aperta testimonianza

della nostra scelta di vita,

manterremo un doveroso rispetto per la scelta

degli altri membri della Compagnia.

 

CAPITOLO QUINTO

UNITE INSIEME: LA COMPAGNIA

 

23.1 "Unite insieme"29 nella Compagnia

condividiamo la grazia

della presenza del Signore tra noi,

facciamo esperienza di fraternità

e troviamo sostegno e aiuto

per vivere la nostra vocazione e missione.

 

23.2 Ognuna di noi si sentirà partecipe

e corresponsabile della vita della Compagnia.

Si impegnerà in una attiva collaborazione

secondo la propria capacità e competenza.

Sarà pronta ad assumere quei compiti

che il bene della Compagnia richiederà

e li adempirà nel rispetto delle norme

stabilite dalla Chiesa per gli istituti secolari. 

 

23.3 Ad alcune tra noi,

è affidato dalla Chiesa e dalla Compagnia

il compito di guida e di servizio.

A imitazione del Signore Gesù,

venuto in questo mondo

non per essere servito, ma per servire,

l'autorità nella Compagnia

sarà vissuta dalle Responsabili,

secondo lo stile tracciato per esse

da Sant' Angela Merici che le ha preposte

ad essere custodi e madri

delle "spose dell'Altissimo" 30.

La Direttrice, in particolare, avrà cura

di essere strumento di unità e di comunione,

di dialogo, di animazione e di guida;

 

________________________________________________

29. cfr S.Angela Merici, Regola, Prologo; Ricordi,

9° Ricordo

30. S. Angela Merici, Ricordi, Prologo

________________________________________________________________

 

promuoverà l'attiva partecipazione

di tutti i membri alla vita della Compagnia;

si prodigherà per un cammino

secondo le indicazioni della Chiesa,

perché la Compagnia  viva,

in fedeltà dinamica, il proprio carisma.

Verso le sorelle sarà sollecita e vigilante,

e si sforzerà di essere affabile e umana,

esemplare e coerente.

 

L'ASSEMBLEA

 

24.1  L'Assemblea,

organismo deliberativo della Compagnia,

rappresenta anche

un grande momento di comunione.

Può essere ordinaria o straordinaria.

 

24.2  L'Assemblea ordinaria ha il compito di:

eleggere la Direttrice e il suo Consiglio;

fare le necessarie verifiche;

proporre le linee programmatiche;

prendere provvedimenti e decisioni

di grande importanza per la vita della Compagnia;

fare o rinnovare eventuali Ordinamenti propri;

informare ufficialmente la Compagnia

su particolari situazioni o esigenze;

promuovere la vitalità della Compagnia;

approfondire aspetti particolari

delle Costituzioni e delle proprie tradizioni.

 

24.3  L'Assemblea ordinaria

verrà convocata dalla Direttrice ogni sei anni,

con possibilità di anticipo o di posticipo

non superiore ai tre mesi.

Nella convocazione

sarà precisato l'ordine del giorno.

 

24.4  L'Assemblea straordinaria

potrà essere convocata dalla Direttrice,

per questioni di notevole importanza

che non possono attendere l'Assemblea ordinaria,

su richiesta dei due terzi

delle componenti la Compagnia,

oppure anche per iniziativa della Direttrice stessa,

con il consenso del suo Consiglio.

 

24.5  Fanno parte dell'Assemblea,

ordinaria o straordinaria,

tutte le Consacrate della Compagnia.

Le Consacrate a vita,

oltre a esprimere il proprio voto,

potranno essere elette

nell'Organismo di governo della Compagnia.

Colei, che per giusto motivo

non sarà presente di persona,

potrà partecipare per delega o per lettera.

Una partecipante

non potrà avere più di una delega.

Il voto per lettera

sarà valido solo per la prima votazione.

 

24.6 Per la validità dell'Assemblea

è necessaria la partecipazione,

di persona o per delega o per lettera,

della maggior parte delle Consacrate della Compagnia.

Le delibere dell'Assemblea,

salvo quanto previsto diversamente

nelle presenti Costituzioni,

saranno prese a maggioranza assoluta

delle partecipanti.

 

24.7  Le partecipanti alle elezioni

eleggeranno persone che riconoscono idonee

e che siano disposte a dedicare, in gratuità,

tempo ed energie all'eventuale nuovo incarico.

 

24.8  Riunita l'Assemblea,

la presidenza della stessa

sarà assunta dalla Direttrice.

Saranno elette a maggioranza relativa

due scrutatrici e la segretaria dell'Assemblea

che redigerà il verbale.

L'Assemblea ordinaria procederà

con distinte votazioni

alla elezione della Direttrice, della vice-Direttrice

e, secondo il numero stabilito dall'Assemblea stessa,

delle Consigliere.

Per la elezione della Direttrice

si richiede la maggioranza assoluta dei voti

nei primi due scrutini

e quella relativa nei successivi.

La Direttrice appena eletta

assumerà la presidenza dell'Assemblea.

Per la elezione della vice-Direttrice

si richiede la maggioranza assoluta dei voti

nel primo scrutinio

e quella relativa nei successivi.

Per la elezione delle Consigliere

si procederà singolarmente o in unica votazione

come deciderà l'Assemblea;

risulteranno elette quelle che avranno conseguito

il maggior numero di voti.

A parità di voti risulterà eletta

colei che è più anziana di età.

Se sarà scelta la votazione unica,

il numero delle preferenze dovrà essere, al massimo,

pari al numero delle Consigliere da eleggere.

 

24.9  La Direttrice sarà rieleggibile

per un altro sessennio consecutivo

e per altri sessenni, purché non consecutivi.

Il senso di questa norma

dovrà essere opportunamente tenuto presente

anche per le elezioni

della vice-Direttrice e delle Consigliere

e per le nomine di altre Responsabili,

nella stessa funzione.

 

24.10  Le decisioni di carattere straordinario

dell'Assemblea ordinaria o straordinaria,

relative all'esercizio

di eventuali Opere della Compagnia,

dovranno essere sottoposte per la conferma

al Vescovo della diocesi

in cui la Compagnia ha la sua sede.

Gli Ordinamenti

che la Compagnia riterrà opportuno darsi

saranno inviati prima al Consiglio della Federazione,

perché ne verifichi

la concordanza con le Costituzioni,

e successivamente saranno confermati

dallo stesso Vescovo.

Tutte le altre delibere dell'Assemblea,

così come le elezioni,

avranno effetto immediato.

Delle avvenute elezioni

sarà informato il medesimo Vescovo.

 

L'ORGANISMO DI GOVERNO

 

25.1  La Direttrice e il suo Consiglio costituiscono

l'Organismo di governo della Compagnia.

 

25.2  E' compito della Direttrice,

coadiuvata dal suo Consiglio:

mantenere vivo

e incrementare lo spirito della Compagnia;

favorire in essa la comunione;

vigilare sull'osservanza della Regola

e delle Costituzioni;

promuovere iniziative e sostenere gli sforzi

per un cammino di santificazione delle sorelle;

essere attenta e vicina alle singole Consacrate;

provvedere alle necessità della Compagnia;

portare a compimento

le disposizioni dell'Assemblea.

 

25.3  Il Consiglio sarà composto

dalla vice-Direttrice

e da un numero di Consigliere

stabilito dall'Assemblea

con un massimo di undici Consigliere.

 

25.4  E'  compito del Consiglio:

collaborare attivamente con la Direttrice

per promuovere la vita della Compagnia

in fedeltà al carisma;

cercare insieme le soluzioni ai problemi

che si presenteranno.

 

25.5  Il Consiglio sarà convocato dalla Direttrice

normalmente ogni due mesi.

Sarà presieduto dalla Direttrice stessa

o dalla vice-Direttrice, se delegata dalla Direttrice,

e per la sua validità sarà necessaria

la maggioranza assoluta delle componenti.

Le decisioni saranno prese validamente

a maggioranza assoluta.

Chi presiede non vota.

In caso di parità, dopo due scrutini,

chi presiede

potrà dirimere la parità con un suo voto.

 

25.6  Con il consenso del suo Consiglio,

la Direttrice nominerà,

possibilmente tra le Consigliere,

la Segretaria e l'Economa.

 

25.7  Con il consenso del suo Consiglio,

la Direttrice nominerà

la Responsabile della formazione.

Questa, con il consenso della Direttrice,

potrà essere coadiuvata

da membri della stessa Compagnia

o di altre Compagnie federate,

che devono agire d'accordo,

coscienti della loro comune responsabilità.

 

25.8  Se la Compagnia è numerosa,

o se i suoi membri

risiedono lontano dalla sua sede,

la Direttrice, con il consenso del suo Consiglio,

potrà costituire gruppi formati da persone

non necessariamente residenti nello stesso luogo;

e, sentito il parere del gruppo interessato,

potrà nominare

le Responsabili per animare tali gruppi,

alle quali eventualmente

affiderà deleghe particolari.

 

25.9  Quando vengono trattati problemi specifici

e per una verifica sulla vita della Compagnia,

la Direttrice potrà invitare occasionalmente

alla riunione del Consiglio

quei membri che nella Compagnia

hanno una particolare competenza

o incarico di responsabilità 

pur non essendo Consigliere;

il loro intervento avrà un carattere consultivo,

ma la loro presenza costituisce

un momento arricchente di verifica e di proposta.

 

25.10  Se per decesso o per altro grave motivo

la Direttrice non può

esercitare il proprio mandato,

la vice-Direttrice,

informato il Vescovo

della Diocesi in cui la Compagnia ha la sua sede,

assume temporaneamente il governo della Compagnia

e deve, entro tre mesi, riunire l'Assemblea

per le elezioni della Direttrice e del suo Consiglio.

Eventuale rinuncia

da parte della Direttrice

dovrà essere accettata dalla Santa Sede.

In caso di decesso

o di rinuncia della vice-Direttrice,

accettata dalla Direttrice,

con il consenso del suo Consiglio,

subentrerà la prima Consigliera,

mentre quando viene meno una Consigliera,

per decesso o per rinuncia

accettata dalla Direttrice,

la Direttrice stessa, 

con il consenso del suo Consiglio,

ne nominerà una nuova,

scelta tra le Consacrate a vita,

tenendo presenti possibilmente

le indicazioni dell'Assemblea.

 

LA COMPAGNIA E I BENI TEMPORALI

 

26.1  Le singole Compagnie

agli effetti della personalità giuridica civile

hanno una loro propria denominazione.

Hanno capacità di acquistare, possedere,

amministrare autonomamente beni temporali,

in misura atta ad assicurare la loro vita

e la loro missione apostolica,

e possono anche alienarli.

I beni temporali della Compagnia

sono beni ecclesiastici

e sono retti dal Libro Quinto

del Codice di Diritto canonico.

 

26.2  La Direttrice è di diritto

responsabile dei beni della Compagnia.

Essa, sentito il parere del suo Consiglio,

può nominare sé,

o un altro membro della Compagnia,

come legale rappresentante della Compagnia stessa.

L' Economa amministra

i beni temporali della Compagnia

sotto la direzione della Direttrice,

e, una volta all'anno,

renderà conto al Consiglio.

La Direttrice poi

darà un resoconto della amministrazione

all'Assemblea ordinaria

Per tutto ciò che può ridurre

il patrimonio stabile della Compagnia,

o peggiorarne la situazione,

la Direttrice deve avere l'autorizzazione

dell'Assemblea della Compagnia.

 

26.3  La singola Compagnia deciderà

a quale Compagnia federata, giuridicamente capace,

lasciare i beni temporali che le appartengono,

in caso di estinzione della Compagnia stessa.

 

I FEDELI ASSOCIATI

 

27.1  Ogni Compagnia,

con delibera della propria Assemblea,

può decidere di affiancare alla Compagnia stessa

un gruppo di fedeli associati

che si impegneranno, nel proprio stato di vita,

a vivere la vita evangelica

nella luce della spiritualità di Sant'Angela Merici.

 

27.2  Le modalità di appartenenza

al gruppo degli associati,

e di organizzazione, saranno disciplinate

dall'Assemblea della Compagnia.

 

IL VESCOVO E LA COMPAGNIA

 

28  Il Vescovo

della diocesi in cui la Compagnia ha sede,

a norma del diritto

e di quanto previsto dalle presenti Costituzioni,

è padre e pastore della Compagnia

nonché l'autorità ecclesiastica competente

nei riguardi della Compagnia stessa

e dei suoi membri.

A lui in particolare spetta la conferma

degli eventuali Ordinamenti della Compagnia.

La Compagnia, per tradizione,

vive un peculiare rapporto con il Vescovo

e partecipa attivamente, per quanto possibile,

alla vita e alla missione della Chiesa locale.

 

L'ASSISTENTE ECCLESIASTICO

 

29.1  Lo spirito di partecipazione della Compagnia

alla vita della diocesi

e lo speciale rapporto con il proprio Vescovo,

trovano una significativa espressione

nella nomina dell'Assistente ecclesiastico.

 

29.2  Nominato dall'Ordinario della diocesi

in cui ha sede la Compagnia,

su proposta che la Direttrice farà

con il consenso del suo Consiglio,

l'Assistente ecclesiastico:

alimenterà nella Compagnia il senso della Chiesa;

sarà fedele interprete della voce

della Chiesa locale e universale;

porterà la sua specifica competenza

in campo spirituale;

riunirà membri e responsabili

attorno all'Eucaristia e alla Parola di Dio.

 

29.3  Nel rispetto delle reciproche competenze

collaborerà con la Direttrice e il suo Consiglio

per diffondere la conoscenza e la stima

della consacrazione secolare

e per alimentare nella Compagnia

sentimenti di fraternità.

 

29.4  L'Assistente ecclesiastico

parteciperà con presenza consultiva

alle riunioni del Consiglio

e alle Assemblee della Compagnia.

La Direttrice gli comunicherà l'ordine del giorno

e, se impossibilitato ad essere presente,

lo informerà di quanto trattato.

 

29.5  L'Assistente ecclesiastico

curerà di mantenere rapporti cordiali

con gli Assistenti ecclesiastici delle altre Compagnie

e con l'Assistente ecclesiastico

del Consiglio della Federazione,

per una feconda collaborazione,

nel clima di intesa e di concordia

che unisce tutte le Compagnie.

 

29.6  La Direttrice, con il consenso del suo Consiglio,

potrà indicare all'Assistente ecclesiastico

alcuni nominativi

per la scelta di uno o più vice-Assistenti

che, confermati dal loro Vescovo,

collaboreranno con lui.

 

29.7  L'Assistente ecclesiastico

durerà nell'ufficio quanto il Consiglio

e non sarà proposto dalla Direttrice

per più di due sessenni consecutivi.

 

29.8  I Sacerdoti chiamati a questo ministero

imposteranno la loro collaborazione

con un sincero rispetto e una profonda conoscenza

della storia della Compagnia e della sua spiritualità.
 

 

CAPITOLO SESTO 

NELLO STESSO CARISMA: LA FEDERAZIONE

 

30.1  Le Compagnie diocesane e interdiocesane

unite tra loro costituiscono la Federazione:

"Compagnia di Sant'Orsola",

Istituto secolare di Sant'Angela Merici.

 

30.2  La Federazione si propone di:

accrescere la comunione fraterna tra le Compagnie

mediante incontri e aiuti reciproci;

favorire lo scambio delle esperienze;

promuovere convegni di studio

e di approfondimento

sulla storia della Compagnia e sul carisma proprio,

sulla spiritualità mericiana,

sulle Costituzioni

e su temi di interesse generale;

curare pubblicazioni di comune utilità;

mantenere relazioni con la Santa Sede.

Ogni Compagnia federata è chiamata a contribuire

al raggiungimento delle finalità della Federazione

mediante la preghiera, la carità vicendevole

e la collaborazione.

 

L'ASSEMBLEA

 

31.1  L'organismo deliberativo della Federazione

è l'Assemblea,

che può essere ordinaria o straordinaria.

 

31.2  L'Assemblea ordinaria sarà convocata

dalla Presidente della Federazione ogni sei anni,

con possibilità di anticipo o di posticipo

non superiore ai tre mesi

e con un preavviso di almeno sei mesi,

per l'elezione del Consiglio della Federazione,

per una verifica della vita della Federazione

e per una sua programmazione,

oltre che per questioni importanti

relative alla vita della Federazione

Nella convocazione

sarà precisato l'ordine del giorno

tenendo presenti

anche eventuali proposte delle Compagnie.

 

31.3  L'Assemblea straordinaria

sarà convocata dalla Presidente

per questioni di notevole importanza

che non possono attendere l'Assemblea ordinaria

La sua convocazione potrà avvenire

su richiesta dei due terzi

delle Direttrici delle Compagnie,

oppure per iniziativa della Presidente,

con il consenso del Consiglio.

 

31.4  Fanno parte dell'Assemblea,

ordinaria o straordinaria, con diritto di voto:

le Direttrici delle Compagnie diocesane

e interdiocesane, o loro Delegate;

le Delegate di ogni Compagnia elette dai membri,

una ogni cinquanta membri o frazione di cinquanta,

fino a un massimo di quattro;

le Delegate elette dai Gruppi Isolati,

una per ogni gruppo;

le ex Presidenti;

i membri del Consiglio in carica.

Il numero delle Delegate elette deve essere

almeno pari a quello dei membri di diritto;

se non lo fosse

la Presidente, con il consenso del Consiglio,

darà alle Compagnie

diverse indicazioni in merito.

All'Assemblea possono partecipare,

senza diritto di voto,

L'Assistente del Consiglio della Federazione

e gli Assistenti delle Compagnie.

Per la validità dell'Assemblea

è necessaria la presenza

della maggioranza di coloro che ne fanno parte.

Le delibere dell'Assemblea,

salvo quanto previsto diversamente

nelle presenti Costituzioni,

saranno prese a maggioranza assoluta

delle partecipanti.

 

31.5  La Presidente

coadiuvata dalla vice-Presidente e dalle Consigliere

presiederà l'Assemblea.

Saranno elette a maggioranza relativa

due scrutatrici e la segretaria

che redigerà il verbale.

 

31.6  L'Assemblea ordinaria eleggerà

il Consiglio della Federazione,

costituito dalla Presidente,

da una vice-Presidente e da undici Consigliere,

tra i membri di consacrazione a vita

che abbiano compiuto 35 anni di età.

 

31.7  Almeno un mese prima della data

di convocazione dell'Assemblea,

il Consiglio invierà alle singole Compagnie

un elenco indicativo, comprendente

sia i nominativi proposti da ciascuna Compagnia,

nella proporzione di uno ogni cinquanta membri

o frazione di cinquanta fino a un massimo di quattro,

sia i nominativi

proposti dal Consiglio della Federazione.

L'elenco sarà formato tenendo presenti

le esigenze delle diverse culture nazionali.

 

31.8  Le persone in esso incluse

dovranno essere disposte a dedicare, in gratuità,

tempo ed energie all'eventuale nuovo incarico.

 

31.9  In primo luogo si eleggerà la Presidente.

Per la validità della sua elezione 

sono richiesti i due terzi dei voti

nei primi due scrutini

e la maggioranza assoluta a partire dal terzo.

Si procederà successivamente alla elezione,

a scrutinio individuale,

della vice-Presidente e delle Consigliere.

Per la validità della elezione

sono necessarie la maggioranza assoluta

dei voti per la vice-Presidente

e la maggioranza relativa per le Consigliere.

A parità di voti risulterà eletta

colei che è più anziana di età.

Delle avvenute elezioni

sarà informata la Santa Sede.

 

31.10  La Presidente appena eletta

assumerà la presidenza dell'Assemblea.

Completata l'elezione del Consiglio,

questo si insedierà a pieno titolo

con conseguente passaggio delle consegne

da parte del Consiglio uscente.

 

31.11  E' opportuno che la Presidente,

per il tempo che esplicherà tale funzione,

lasci eventuali incarichi impegnativi

nella propria Compagnia.

 

31.12  La Presidente della Federazione,

la vice-Presidente e le Consigliere

potranno essere rielette nella stessa funzione

per un secondo sessennio consecutivo

e per altri sessenni, purché non consecutivi.

Una Compagnia

non potrà avere più di un suo membro

nel Consiglio della Federazione

a meno che le sue Consacrate

siano in numero superiore a duecento;

in tal caso i membri potranno essere due.

La Compagnia federata di Brescia,

avrà in seno a tale Consiglio,

un membro di diritto,

essendo Brescia

la città dove è stata fondata la Compagnia.

 

L'ORGANISMO DI SERVIZIO

 

32.1  Il Consiglio della Federazione

è un Organismo di servizio

a favore delle Compagnie federate.

 

32.2  Il  Consiglio della Federazione

avrà cura di attuare le finalità della Federazione

e in particolare sarà a disposizione per:

sostenere iniziative di approfondimento

della Regola e delle Costituzioni,

nella fedeltà allo spirito proprio

della istituzione mericiana;

aiutare le Compagnie

su loro specifica richiesta,

a risolvere eventuali difficoltà;

deliberare in merito  all'incorporazione

di Compagnie nella Federazione;

fungere da Organismo di governo

per i Gruppi Isolati.

 

32.3  La Presidente svolgerà

compiti di rappresentanza per la Federazione.

Potrà assumere funzione di procuratore

per questioni riservate alla Santa Sede

su mandato esplicito delle singole Compagnie.

A tale scopo, quando lo ritenesse opportuno,

potrà delegare altro membro del Consiglio.

 

32.4  La Presidente

entro un mese dalla sua elezione,

provvederà, con il consenso del Consiglio,

a nominare la Segretaria e l'Economa del Consiglio,

possibilmente tra i membri del Consiglio stesso.

E, sentita la Segretaria,

potrà nominare una vice-Segretaria.

Il Consiglio, appena possibile, costituirà una Giunta

composta dalla Presidente, dalla vice-Presidente,

dalla Segretaria e da un minimo di due Consigliere.

Essa avrà compiti esecutivi

per quanto delibera il Consiglio

e potrà essere convocata dalla Presidente

ogniqualvolta lo ritenga opportuno.

 

32.5  La Presidente potrà, a sua discrezione,

invitare altri membri

a partecipare alle riunioni del Consiglio

quando verranno esaminate questioni per le quali

abbiano particolare competenza o responsabilità.

 

32.6  La Presidente convocherà il Consiglio

almeno tre volte all'anno.

Il Consiglio potrà essere convocato

anche su richiesta di almeno due terzi

dei membri del Consiglio stesso.

Per la validità delle decisioni occorre

sia la presenza di sei membri del Consiglio,

oltre alla Presidente,

oppure alla vice-Presidente, se delegata,

sia il conseguimento della maggioranza dei voti.

Colei che presiede ha diritto di voto.

 

32.7  Se viene a mancare la Presidente,

la funzione di Presidente

verrà assunta dalla vice-Presidente

che ne informerà la Santa Sede;

e la prima eletta tra le Consigliere

assumerà la funzione di vice-Presidente.

Se viene a mancare la vice-Presidente,

la sua funzione verrà assunta

dalla prima eletta tra le Consigliere.

Se viene meno una Consigliera

il Consiglio ne nominerà una nuova,

tenendo presenti possibilmente le indicazioni

dell'Assemblea ordinaria.

L'eventuale rinuncia della Presidente

dovrà essere accettata dalla Santa Sede,

mentre l'eventuale rinuncia

di altro membro del Consiglio

dovrà essere accettata dal Consiglio stesso.

 

33  L'Organismo di servizio della Federazione,

costituito dalla Presidente,

dalla vice-Presidente e dalle Consigliere,

sarà sostenuto

per le iniziative a carattere finanziario

dalle offerte liberamente erogate

dalle singole Compagnie e dai singoli membri.

L'Economa del Consiglio della Federazione

amministra le offerte ricevute

sotto la direzione della Presidente,

e, una volta all'anno,

renderà conto al Consiglio.

La Presidente poi

darà un resoconto della amministrazione

all'Assemblea ordinaria.

 

I GRUPPI ISOLATI

 

34  I Gruppi Isolati sono quei gruppi

che si vanno formando

senza che nessuna Compagnia

possa assumersene la cura.

Per essi la Presidente e il Consiglio

avranno le funzioni

che la Direttrice e il suo Consiglio

hanno nelle Compagnie diocesane.

Per ciascuno di essi la Presidente,

con il consenso del Consiglio,

nominerà una Responsabile locale

che potrà avere deleghe particolari.

 

UNA NUOVA COMPAGNIA

 

35.1  Per la costituzione di una nuova Compagnia

occorre

aver raggiunto il numero di dodici membri

di consacrazione almeno temporanea

e ottenere l'incorporazione nella Federazione.

L'incorporazione sarà concessa

dal Consiglio della Federazione

e dovrà essere confermata dalla Santa Sede.

Ne sarà informato il Vescovo della Diocesi

in cui la nuova Compagnia ha la sua sede.

 

35.2  Una volta costituita,

una Compagnia resterà in vita

qualunque sia il numero dei membri.

 

L'ASSISTENTE ECCLESIASTICO

 

36.1  Il particolare legame

che ci unisce alla Chiesa

e la volontà di essere

in totale e filiale unione con il Santo Padre

e in docile adesione all'insegnamento del Magistero,

trovano espressione

nella nomina dell'Assistente ecclesiastico.

 

36.2  La Santa Sede,

sentita la Presidente della Federazione,

che avrà avuto il consenso del Consiglio,

nominerà un Assistente ecclesiastico

per il Consiglio della Federazione.

 

36.3  L'Assistente ecclesiastico:

porterà nel Consiglio

la voce autorevole della Chiesa

e la sua specifica competenza in campo spirituale;

favorirà rapporti fraterni

tra gli Assistenti ecclesiastici delle Compagnie;

collaborerà con la Presidente e il Consiglio

alla diffusione della conoscenza e della stima

della istituzione mericiana

nella Chiesa universale;

su richiesta del Consiglio,

animerà iniziative formative e spirituali

della Federazione.

 

36.4  L'Assistente ecclesiastico

parteciperà con presenza consultiva

alle riunioni del Consiglio

e alle Assemblee della Federazione.

La Presidente gli comunicherà l'ordine del giorno

e, se impossibilitato ad essere presente,

lo informerà di quanto trattato.

 

36.5  La Presidente con il consenso del Consiglio

potrà indicare all'Assistente ecclesiastico

alcuni nominativi

per la scelta di uno o più vice-Assistenti

che collaboreranno con lui.

L'Assistente,

dopo aver sentito il parere dei rispettivi Vescovi,

sottoporrà la nomina alla Santa Sede

per la regolare conferma.

 

36.6  L'Assistente ecclesiastico

durerà nell'ufficio quanto il Consiglio.
 

CAPITOLO SETTIMO 

COSTITUZIONI E ORDINAMENTI

 

37.1  Ogni Consacrata si richiamerà costantemente

alla Regola, ai Ricordi e al Testamento

di Sant'Angela Merici

perché lo stare aderenti alle proprie origini

conserva  e alimenta energie spirituali

capaci sempre di tracciare la via

per un autentico rinnovamento.

 

37.2  Nelle presenti Costituzioni

e negli eventuali Ordinamenti della sua Compagnia,

ogni Consacrata troverà norme e indicazioni

per un cammino vitale nella Chiesa e nel mondo.

 

38.1  L'interpretazione ufficiale delle Costituzioni

e la concessione

di eventuali deroghe alle loro norme,

spettano alla Santa Sede.

 

38.2  L'interpretazione

degli Ordinamenti delle Compagnie

e la concessione

di eventuali deroghe alle loro norme,

spettano al Vescovo della diocesi

in cui la Compagnia ha sede.

 

38.3  Ogni proposta di modifica alle Costituzioni,

salvi sempre il carisma e le sane tradizioni,

spetta all'Assemblea della Federazione

che si esprimerà

con la maggioranza dei due terzi,

e dovrà essere approvata dalla Santa Sede.

 

38.4  Ogni proposta di modifica

agli Ordinamenti delle Compagnie

spetta all'Assemblea delle stesse

che si esprimerà

con la maggioranza dei due terzi,

dovrà essere verificata

dal Consiglio della Federazione

per la concordanza con le Costituzioni,

e poi confermata dal Vescovo della diocesi

in cui la Compagnia ha sede.

 

39  Il testo ufficiale delle Costituzioni

è quello in lingua italiana

depositato presso la Santa Sede.

 

INTEGRAZIONI art.   26.3 e 35.2 delle COSTITUZIONI

deliberate dall’Assemblea Ordinaria della Federazione in data 27 luglio 2000

 APPROVATE  dalla SANTA SEDE con decreto del 25 settembre 2000

 

26.3 La singola Compagnia deciderà

a quale Compagnia federata,

giuridicamente capace,

lasciare i beni temporali

che le appartengono,

in caso di estinzione

della Compagnia stessa.

 

26.4 Qualora tale decisione

non sia stata presa in precedenza,

il Consiglio della Federazione,

al momento della dichiarazione

di estinzione della Compagnia,

deciderà a quale Compagnia

giuridicamente capace

attribuire tali beni.

Tale decisione diverrà efficace

con la conferma della Santa Sede.

 

35.2 Una volta costituita,

una Compagnia resterà in vita

qualunque sia il numero dei membri.

 

35.3 Quando una Compagnia si riduce

al numero di membri

stabilito nell’Assemblea della Federazione

è auspicabile,

anche ai fini di garantire la necessaria

formazione e il sostegno dei membri,

che si unisca attraverso fusione

ad altra Compagnia

la quale, sul piano ecclesiale,

sarà considerata Compagnia interdiocesana.

La decisione,

presa dall’Assemblea di ciascuna

delle due Compagnie

e autorizzata dal Consiglio della Federazione,

diverrà efficace con la conferma

della Santa Sede.

Dell’avvenuta fusione

saranno informati i Vescovi delle Diocesi

in cui le Compagnie hanno la loro sede.

 

 

 

35.4 Quando una Compagnia

viene ad estinguersi di fatto,

per  mancanza di membri,

il Consiglio della Federazione

ne dichiara l’estinzione

con atto formale

che diverrà efficace

con la conferma della Santa Sede.