“La Sindone” di Mons. Tamiozzo

Mons. Giandomenico Tamiozzo è un prete della diocesi di Vicenza. Da parecchi anni segue il piccolo gruppo delle consorelle vicentine; conosce e apprezza Sant’Angela Merici e il suo carisma. È un profondo conoscitore “dell’uomo della Sindone” e, con questo articolo (proposto alle Figlie di Sant’Angela)  ci aiuta ad entrare in un percorso scientifico, storico, biblico e di fede.

A lui il nostro grazie sincero.

 

Papa Francesco agli Istituti Secolari

Papa Francesco ci ha fatto un altro regalo: in occasione del 75° anniversario della C. A. Provida Mater Ecclesia (2 febbraio 1947) ha inviato una lettera alla Presidente della Conferenza Mondiale degli Istituti Secolari. Ci aiuti anche questo testo a vivere con gioia e impegno la nostra vocazione!

Nello stesso carisma… con responsabilità 01/2022

A questo LINK il nuovo numero di “Nello stesso carisma… con responsabilità”

In particolare segnaliamo alla vostra lettura l’articolo scritto da Mons.  Adriano Tessarollo


FEDELTÀ: IERI, OGGI E DOMANI.

Compagnie e Compagnia: la Compagnia di sant’Orsola ‘unisce insieme’ una pluralità di Compagnie sparse nel mondo, in un unico Istituto.

Sant’Angela nel riunire le ‘figlie’ in Compagnia ha preso ispirazione da Gesù che ha iniziato in suo ministero chiamando attorno a Sé dei discepoli per servire insieme il Regno di Dio.

Ma tutto era incominciato quando una giovane donna, Maria di Nazaret, si è aperta alla chiamata di Dio che la chiamava a mettersi a servizio del suo disegno di salvezza, disegno nel quale Maria si è lasciata coinvolgere giorno dopo giorno in maniera sempre nuova e non programmata da Lei. Così Maria è diventata modello anche per i primi discepoli di Gesù, chiamati insieme a immergersi nel suo disegno (discepoli), e poi mandati (apostoli) a coinvolgere altri in quel disegno di Grazia affidato loro da Gesù. Quanta ‘vita nuova’ hanno dovuto fare Maria e gli Apostoli nel corso della loro chiamata e missione, a fronte delle nuove situazioni che si sono trovati a vivere, prima in Galilea, poi spostandosi con Gesù in tutta la Giudea, fino nella grande città di Gerusalemme e poi ‘fino ai confini del mondo. Quale cambiamento hanno dovuto vivere rispetto agli inizi della loro sequela nel villaggio di Nazareth, o nella cittadina di Cafarnao o attorno ai villaggi intorno al lago di Galilea!

Ma vediamo più da vicino come è iniziata e poi proseguita l’esperienza di Maria e dei discepoli/apostoli alla scuola di Gesù e dello Spirito, tenendo lo sguardo anche sul nostro cammino personale e delle nostre Compagnie con il cambiamento avvenuto e accolto nel passaggio da singole compagnie alla nuova forma di unica Compagnia di sant’Orsola risultate dalla Federazione della varie Compagnie nell’Istituto secolare Sant’Angela Merici.

  1. Gesù ha coinvolto i discepoli in un cammino non individuale ma personale, un cammino che richiede l’adesione a scelte comuni, accolte e non subite (comunitario quindi per l’adesione di tutti e non collettivo perché imposto a tutti). E’ questo lo spirito ecclesiale sta all’origine della chiamata di Gesù e della risposta libera e aperta del discepolo (come Maria e i discepoli/apostoli. Questa chiamata esige una risposta libera e aperta ed è racchiusa nell’idea stessa di conversione, come atteggiamento di continua disponibilità a seguire Gesù e lo Spirito che continuamente ci precedono, camminano avanti a noi e chiedono di seguirli. Possiamo pure noi pensare come il nostro concreto itinerario vocazionale abbia richiesto e continui a richiedere continue conversioni proprio per obbedire alla nostra vocazione di consacrate nella secolarità nella Compagnia/Istituto di ‘servire insieme il Signore’ e alla nostra missione di proporre ad altre di unirsi a noi per ‘servire insieme il Signore’.
  2. Conversione a chi e a che cosa? Verso una sempre più coerente adesione e testimonianza di fedeltà a Dio e di servizio alle sorelle e con le sorelle nella Chiesa a favore del ‘mondo/uomo’. Conversione personale continua alle vie di Dio, conversine non imposta ma cercata e accolta, come è successo ad un certo Saulo di Tarso, il persecutore dei primi cristiani nell’intento di vivere in fedeltà alla Legge mosaica, divenuto poi Paolo l’apostolo di Gesù Cristo. Egli ha il coraggio di chiedere: “Che devo fare, Signore” (At 22,10). Per servire alla chiamata e alla missione di Signore Gesù, dobbiamo essere disponibili primi ad ascoltare la parola di Dio nelle Sacre Scritture, nella nostra Regole, nelle Costituzioni, nelle indicazioni della Chiesa e nei cambiamenti storici che ci toccano da vicino, continua conversione a lasciarci permeare della sua grazia, tutte realtà e doni del Signore che spesso chiedono di farci uscire dal nostro individuale modo di vedere le cose e anche tante nostre consolidate abitudini di vita. Conversione per comprendere sempre più Gesù, il suo amore, entrare nel mistero di Dio, comprendere e riscoprire il carisma mericiano, aprirci allo Spirito che ci spinge a ‘incarnare il nostro carisma nel nostro territorio e nel nostro tempo.
  3. Cosa richiede ad ognuna di noi, ogni Compagnia e a tutto l’Istituto l’atteggiamento di conversione? Come dicevamo sopra, ci viene chiesto di aderire alle scelte comuni, contro la tentazione dell’immobilismo e la presunzione individualistica o delle singole Compagnie. Ogni Compagnia è chiamata a camminare insieme con l’Istituto per dare testimonianza di comunione nel medesimo ‘carisma’. Solo il continuo e rinnovato ascolto del Verbo, della Chiesa e della vita, attraverso la ‘luce’ del Carisma mericiano permetteranno ancora alle Compagnie di camminare insieme nell’Istituto nella fedeltà alla vocazione abbracciata e di offrire tale opportunità a nuove possibili vocazioni.
    C’è necessità di esperienze condivise di vita, personali e comunitarie, ancorate al Vangelo, alla Regola e Costituzioni, aperte appunto alle istanze del nostro tempo e alle esigenze e situazioni dei luoghi e situazioni dove vivono le singole Compagnie in unità alla Compagnia/Istituto: qui sta l’opportunità doppia che deriva dell’essere Compagnia unica Compagnia/Istituti, risultante dalla Federazione delle singole Compagnia, legandoci le une alle altre e rendendoci tutte compagne nel viaggio che è la vita di fede e di servizio al Vangelo di Gesù e al mondo di oggi. La Fedeltà alla Parola, al cammino della Chiesa, alla Regola e alle Costituzioni permetterà di superare vecchi devozionismi e obsolete pratiche religiose. Anche le devozioni popolari, nella misura in cui esprimono desiderio di approfondimento della fede e della preghiera vanno valorizzate, come pure ogni occasione di incontro, di formazione e di condividere e comunicare gioie e speranze.
    Il desiderio di fare esperienza di vita ecclesiae nella Compagnia ha bisogno di trovare nella  vita delle Compagnie/Istituto la “casa di comunione”, la “dimora ospitale” dove si costruisce mediante una spiritualità di comunione resa salda dal Signore e dalla Parola della sua grazia. La Compagnia deve diventare “scuola di comunione ecclesiale”, una reale comunità di discepole che si lasciano evangelizzare, che si fa carico di tutte le sorelle, in servizio alla chiesa/mondo in cui vive,  valorizzando le opportunità già esistenti e immaginandone di nuove. Bisogna avere il coraggio di accogliere l’invito alla sinodalità rivolto a tutte, nel paziente ma deciso “discernimento comunitario del carisma” e delle scelte che esso ci chiede, aperte a tutti i doni che lo Spirito effonde, e che fanno camminare insieme, sui sentieri del Vangelo stimolando tutte a tradurre la fede in scelte di comunione e di vicinanza reale nella carità.
    E non dobbiamo aver paura perche la nostra vocazione/missione ha il suo fondamento in Gesù  la cui presenza e azione ci è stata riassunta in questo tempo natalizio nei suoi due nomi: Emmanuele, preannunciato dall’oracolo di Isaia e Gesù indicato dall’Angelo del Signore a Giuseppe. Emmanuele significa Dio con noi e Gesù significa che egli salverà il suo popolo dai suoi peccati.

Dunque di che dobbiamo avere paura se Dio è con noi per salvarci?

+ Adriano Tessarollo

“Compleanno” di Compagnia 2021

BRESCIA 25 novembre 2021 – “COMPLEANNO”  di COMPAGNIA
486° anno di Fondazione della Compagnia di Sant’Orsola

 

Quest’anno la pandemia non ci impedisce di riunirci e di incontrarci a Brescia, ma si può anche, grazie alla collaborazione con il Centro Mericiano, l’Ufficio per le Comunicazioni sociali della Diocesi di Brescia, seguire l’evento in streaming su canale Youtube e pagina Facebook de “La Voce del Popolo”

https://www.youtube.com/user/vocemedia/

https://www.facebook.com/lavocedelpopolobrescia/

“Unite insieme nello spirito della nostra fondatrice S. Angela Merici che, in obbedienza allo Spirito Santo, 486 anni fa, fece fiorire a gloria di Dio questa forma mirabile di vita, vi invitiamo a partecipare o a  seguire online, con cuore grande e riconoscente questo appuntamento.”

Nello stesso carisma… con responsabilità 03/2021

INTRODUZIONE AL CONVEGNO UNITE INSIEME A SERVIRE SUA DIVINA MAESTÀ

Valeria Broll, presidente della federazione

Su ciascuna di noi, su ciascuna/o di voi, scenda abbondante la benedizione di S. Angela nostra carissima Madre. Saluta e benedice ognuna di noi, ma desideriamo sia benedizione e grazia per Francesca presente in sala e per Martina che ci segue online, due sorelle italiane che si approcciano alla Compagnia per capire cosa il Signore desidera fare della loro vita e cosa loro sono disposte a ricevere e a dare. Altre sorelle collegate con noi vivono questo desiderio e ad ognuna auguriamo di percepire con chiarezza e verità la strada che il Signore ha pensato per la loro gioia.

Non c’è spinta migliore, per percepire e conoscere la chiamata, se non vedere “come si amano” (Atti degli Apostoli) come vivono “l’Unite insieme” (S. Angela) come la secolarità è una missione che esprime passione per Dio e per ogni uomo e donna nell’ordinarietà della vita. Questa partecipazione al convegno e l’accostarsi a persone che già da tempo sperimentano questa vocazione, alimenta e rinnova la nostra/vostra chiamata, che si concretizza nel trasformare tutto a lode e a gloria di Dio, trasfigurare il mondo, (luogo della nostra specifica vocazione) attraverso la propria conversione quotidiana al Vangelo, attraverso l’invocazione e l’ascolto dello Spirito che fa nuove tutte le cose. Questa è proposta e animazione vocazionale. Questo è uno specchio per riflettere l’immagine della Compagnia, delle sue appartenenti, della consacrata secolare nel carisma di S. Angela.

Vivere ogni giorno la nostra vocazione (relazione con Gesù unico tesoro, comunione e fraternità, missione e dono), non è frutto delle capacità, dell’impegno, dello sforzo e della determinazione umana, ma frutto di un Dono ricevuto gratuitamente da Dio nel Battesimo e alimentato nella Chiesa e sparso a mo’ di seme nei solchi della storia. Angela ci dice: “Dovete ringraziarlo infinitamente che a voi specialmente abbia concesso un dono così singolare”.

La preghiera di ringraziamento, lo sguardo da sentinella, l’ascolto paziente e umile del discepolo è la beatitudine evangelica che ci permette di camminare nella vita con le ali ai piedi e realizza/invera quanto il salmista recita: “Lungo il cammino aumenta il suo vigore”. Questo vale per chi è in ricerca e per chi ha molti anni di consacrazione nella Compagnia. Camminare … non stare fermi. Alzati e cammina… Sorgi, o tu che dormi… Vieni fuori… lascia la tua terra e va’…

Tutte siamo qui sotto lo sguardo di S. Angela, perché ogni parola detta e ascoltata, ogni gesto di fraternità condivisa sia luce che illumina la nostra vocazione e missione, sia rugiada che rinfresca e rigenera la nostra appartenenza a Cristo, alla Chiesa e all’Istituto, sia sale che dà sapore e gusto ad ogni cosa e situazione che viviamo, sia lievito che ci permette di assaporare il pane che per noi viene spezzato dai relatori, per “saziarci” e riprendere, poi, il cammino. (un po’ come l’esperienza del profeta Elia nel deserto).

Tutte siamo qui in presenza e/o connesse davanti allo schermo, con un bagaglio di vita che si è fatto un po’ pesante in questi due anni di pandemia… pesa la solitudine, pesa l’inerzia, la pigrizia, la paura, l’incertezza, le parole che si sormontano nel rendere lo scenario del mondo abbastanza cupo e oscuro, le parole che hanno fiato corto e vendono speranze illusorie o prive di speranza alcuna. Parole che esprimono premura per la salute dei cittadini, ma poi per l’economia si fanno scelte che scavalcano la fame dei poveri e la sete di senso che ogni cuore umano percepisce e anela. Si parla di giustizia e si cavalca l’ingiustizia… è l’avversario nostro, il diavolo, lui che non riposa mai, ma come leone che rugge, guata e cerca in qual modo possa divorare qualcuna di noi, e con sue vie ed astuzie tanto numerosi che nessuno le potrebbe contare. (Prologo Regola). Siamo tutte/i nella stessa barca, ma non ci consola questo, ciò che ci consola e conforta è che al timone di questa barca c’è il Signore, il Signore della storia, Sua divina Maestà in persona, perché con l’Incarnazione questo Re si è fatto piccolo come noi e con noi e per noi continua ad abitare questo nostro mondo, questo nostro mare turbolento, questi nostri cuori turbati ed affranti. Lui è sulla nostra barca e gli importa molto la nostra sorte, gli importa molto che non ci disperdiamo e affoghiamo nelle acque del mondo con i suoi inganni e pericoli, dove perfino l’acqua, l’aria e la terra si armano contro di noi con i disastri ecologici e umani.

Nonostante tutto questo, siamo qui, riunite in convegno. L’abbiamo voluto, desiderato questo convegno, anche se è diventato difficile crederci fino in fondo che si potesse realizzare, causa la situazione di pandemia che non ci lascia tregua e non ci lascia ancora tranquilli e sereni nel vivere e progettare iniziative d’incontro, delle quali sentiamo il bisogno e l’urgenza! Purtroppo il ritrovarci in presenza è stato limitato alle Compagnie italiane perché era ed è tuttora incerto il convenire da paesi europei e da altre parti del mondo; ma se la pandemia ha bloccato ogni incontro e ogni movimento, una cosa ci ha insegnato: utilizzare maggiormente, e a volte unicamente, i mezzi tecnologici: collegamenti online. Questa è una grande risorsa che utilizziamo anche noi per unirci con tutte le sorelle di Compagnie e Gruppi sparsi nel mondo.

Benediciamo il Signore: benediciamo e ringraziamo il Signore perché siamo qui, stanche del viaggio, ma pronte a metterci in strada e fare un altro viaggio: il viaggio del cuore, della mente, dello spirito, della comunione/fraternità, dell’Unite insieme. “Venite in disparte e riposatevi un po’ ” ci dice il Signore e noi lo seguiamo e ci alimentiamo della Sua Parola, della Sua compagnia nei momenti di preghiera liturgica comunitaria, della parola dei relatori e delle suggestioni che loro ci proporranno attraverso immagini e racconti. Stiamo insieme per confrontarci, ascoltarci, per poi aprire orizzonti nuovi alla nostra vita personale, di Compagnia e di Istituto.

Mons. Tessarollo all’Assemblea ordinaria del 2018 ci diceva: C’è sempre da interrogarsi per cercare di capire come le Compagnie possono vivere meglio oggi il carisma mericiano e quali ulteriori cambiamenti richiedano oggi la Chiesa e il nostro tempo alla Vita consacrata nella secolarità, nelle varie realtà mondiali. Non abbandonare il criterio e la fiducia che ci ha dato Gesù: “vino nuovo in otri nuovi”! […] Occorre proporre senza paura quegli ideali che aiutino ad affrontare le sfide del nostro tempo con determinazione e lungimiranza. Mi sembra che queste parole riassumono bene il nostro impegno e la nostra partecipazione al convegno e s. Angela, nostra madre e maestra, ci esorta con queste parole: “Cerchiate e vogliate tutti quei mezzi e quelle vie che sono necessarie per perseverare e progredire fino alla fine.” (Prologo) La nostra presenza qui, dice che questa ricerca e questa volontà c’è in voi, in ognuno di noi, e sentircelo richiamare da s. Angela ci fa bene.

Cercate e vogliate: mettiamo in azione quindi ogni facoltà della nostra persona: Cercate… dobbiamo svegliare l’interesse, la curiosità di conoscere, di capire, di sperimentare, di vedere, di ascoltare….

Vogliate… rafforziamo la volontà e la usiamo per non perdere nulla di quanto ci viene offerto.

Le parole che ricorrono in questo convegno saranno “comunione, sinodalità, identità, missione, discernimento, corresponsabilità, autorità…” Tutto questo per essere donne e sorelle, “presenti al nostro presente”. L’essere qui, non è un’illusione per dimenticare le fatiche del quotidiano, non è una parentesi per dimenticare per un po’ la vita frenetica o in solitudine che facciamo, ma è un tuffarci nel cuore della Trinità dove tutto ha avuto il suo inizio e in cui tutto, avrà il suo compimento.

“Nel nome della Santissima Trinità.” In questo nome, s. Angela inizia a mettere i fondamenti della Compagnia scrivendo la Regola. Nel nome della SS. Trinità inizia e termina ogni nostra preghiera, nel nome della SS. Trinità segniamo tutti i giorni il nostro corpo con il segno della croce per esprimere appartenenza e ricordarci da quale famiglia proveniamo. È a questa famiglia che in questi giorni vogliamo guardare: alla famiglia di Dio. In questa famiglia trova significato, senso e valore tutto ciò che compiamo, tutto ciò che celebriamo tutto ciò che siamo: figlie, sorelle e spose. In questi giorni di convegno innalziamo lo sguardo al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo per purificare i nostri occhi da tutte le ombre, da tutte le pagliuzze o le travi che lo rendono miope o strabico. Facciamo attento l’orecchio per percepire il soffio, la brezza leggera dello Spirito, la Parola del Figlio

Primogenito, e la voce del Padre. Apriamo il nostro cuore all’incontro, all’accoglienza di questa “famiglia speciale”: la Trinità; perché ogni nostro passo, ogni nostra scelta, ogni nostra azione proceda dal Padre, segua le orme del Figlio e sia sospinta dalla forza e dalla consolazione dello Spirito Santo. Innestiamo la nostra vita in questo vortice d’Amore, per essere come il Padre ci vuole: figlie che si lasciano amare e che amano, figlie che nel Suo Figlio diventano sorelle e spose, figlie che si lasciano avvolgere e trasportare dall’unica forza creativa e vitale: lo Spirito Santo Amore, consolatore, sollievo, riparo, conforto…

Lo Spirito Santo opera in tutti, dice san Paolo. Con questa certezza abbiamo inserito nel convegno dei tavoli di lavoro dove ogni gruppo si confronta su specifiche tematiche per poi convogliare tutto nella Comunione: unite insieme a servire sua divina Maestà.

Per vocazione, siamo donne, con un compito preciso: custodire il carisma, interpretandolo e vivendolo, “Tenere l’antica strada ma fare vita nuova”. Il carisma è una sorgente che non si esaurisce e non si inaridisce dopo esserci accostate e abbeverate a questa fonte, perché è acqua sorgiva che viene direttamente dallo Spirito. Sta a noi però la responsabilità di mantenere “quest’acqua fresca” e a disposizione della vita, per la vita di molti fratelli. Il carisma è dono per l’oggi. Dono per la vita del mondo se noi imbeviamo la vita di Vangelo come ha fatto S. Angela. Per vocazione siamo donne, non preoccupate per un auto- preservazione, ma donne sempre in uscita, capaci di generare vita, di cercare la verità, di discernere e orientare tutto e tutti verso il bene e il bello. Vogliamo essere donne dai desideri grandi, dalla volontà forte. Donne capaci di capire che con Dio nel cuore si riesce a compiere cose nuove, come s. Angela.

E adesso, dunque, di grazia, state tutte attente, con cuore grande e pieno di desiderio”. (Prologo Regola). Questo l’augurio che ci facciamo reciprocamente nell’avviarci a vivere l’esperienza del convegno: “Unite insieme a servire sua divina Maestà”.

Continua a leggere nel nuovo numero del giornalino a questo LINK

Convegno internazionale 2021

Anche se in forma ridotta e con la sola presenza di una cinquantina di sorelle italiane FINALMENTE abbiamo potuto vivere il Convegno organizzato dalla Federazione a Roma, presso la Casa delle Suore di Maria Santissima Bambina. Fortunatamente molte sorelle hanno potuto seguire i lavori in streaming.

Ringraziamo tutte/i coloro che hanno permesso l’ottima realizzazione dei vari momenti previsti dal programma. In allegato, oltre ad alcune foto dei momenti salienti, potete trovare l’introduzione della Presidente, la registrazione degli interventi dei relatori e le conclusioni (quest’ultima registrazione verrà caricata a breve).

Buona lettura e buon ascolto, con la speranza che la pandemia ci permetta di ritrovarci in molte nel 2022 e che le nuove tecnologie possano raggiungere sempre di più un numero maggiore di consorelle.


 

 

LA COMUNIONE: ALLA TUA LUCE VEDIAMO LA LUCE. LA MISSIONE DELLA DONNA CONSACRATA (1PARTE sr. Maria Gloria Riva)

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LA COMUNIONE: ALLA TUA LUCE VEDIAMO LA LUCE. LA MISSIONE DELLA DONNA CONSACRATA (2PARTE sr. Maria Gloria Riva)

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SINODALITÀ NELLA VITA E NELLA MISSIONE DELLA CHIESA (don Rino La Delfa)

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SINODALITÀ: LA FORMA PIU VISIBILE DI COMUNIONE (don Rino La Delfa)

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Sinodo dei Vescovi 2021/2023

Vi invitiamo a leggere la lettera che la Congregazione IVCSVA ha inviato a tutti/e i consacrati/e in occasione dell’indizione, per il prossimo ottobre, del Sinodo dei Vescovi sul tema: “Per una chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione” e a pregare perché questo grande evento della chiesa porti frutti abbondanti nel Popolo di Dio.

Auguri mons. Adriano!

La Federazione è felice di condividere la gioia dei fedeli della Chiesa di Chioggia che hanno celebrato a Roma il 50° anniversario di consacrazione sacerdotale (6 giugno 1971) del loro vescovo mons. Adriano Tessarollo.

Il Consiglio della Federazione ha in lui un Assistente ecclesiastico attento, premuroso, competente; un “padre-fratello” amorevole, che accompagna il servizio della Federazione con  pronta disponibilità e semplicità.

Auguri, mons. Adriano da tutte le Compagnie, dai Gruppi! 

Con grande affetto e riconoscenza!

Beato Rosario Angelo Livatino

Noi concittadini del “Giudice ragazzino”, figli della terra di Sicilia siamo orgogliosi di aver vissuto e conosciuto il nuovo BEATO proclamato il 9 Maggio 2021, nella cattedrale dell’Arcidiocesi di Agrigento.  Rosario Angelo Livatino è il magistrato martire che la chiesa universale ci offre come esempio di fede e virtù.

Nato a Canicattì (AG) il 3 Ottobre 1952 fu ucciso dalla mafia il 21 Settembre 1990, mentre si recava al tribunale di Agrigento. Quel giorno i suoi assassini credevano di spegnere una luce invece hanno acceso un faro.

Sin da bambino si mostrava benevolo, crescendo divenne uno studente esemplare molto disponibile verso i compagni; da adulto fu sempre responsabile dei ruoli che riceveva, comprensivo e umano verso tutti.  Persona ordinaria e di fede, capace di riempire di Dio il luogo del suo lavoro, conduceva una vita ordinaria: l’attenzione verso i suoi anziani genitori, l’impegno per le attività professionali; l’ordine e la puntualità, il coraggio e la fermezza caratterizzavano il suo stile di vita.

Non accettava particolarità e non cercava raccomandazioni. Persona comune tra tanta gente, faceva la fila negli uffici aspettando regolarmente il turno; non usava mai il suo titolo professionale per trovare vie più brevi. La sua condotta è stata caratterizzata da un’altissima levatura morale e da uno spiccato senso del dovere.

 Anche nel suo cammino spirituale testimoniò la sua rettitudine; dopo aver maturato la scelta di ricevere la cresima da adulto, frequentò regolarmente gli incontri di catechesi manifestando interesse e partecipazione, ma soprattutto il gran desiderio di essere un buon cristiano capace di seguire e testimoniare Cristo, annunciando il Vangelo attraverso la lotta all’ingiustizia, il contrasto della corruzione e la promozione del bene della persona e della comunità.

Ponendosi “Sub Tutela Dei” e ispirandosi ogni giorno al Vangelo ha vissuto la sua vita offrendoci un luminoso esempio di santità laicale.

Ha vissuto la beatitudine dei perseguitati per la giustizia, illuminato dallo Spirito Santo con impegno quotidiano, ha offerto il culto a te gradito attraverso l’amore per la giustizia e la carità per i fratelli.

Fu una persona che non fece niente di straordinario se non quello di condurre con onestà la sua vita; ricercatore attento della verità, incarnò la beatitudine di «quelli che hanno fame e sete della giustizia» e che per essa «sono perseguitati» (Mt 5,6.10). La mano di un killer lo ha colpito uccidendo l’uomo, ma non la sua testimonianza di vita e i principi morali in cui credeva.

Adesso siamo noi ad essere invitati a conoscerlo e ad imitare le sue virtù. A ciascuno di noi, un giorno verrà chiesto “non quanto sono stato credente ma quanto sono stato credibile”. Facciamo tesoro della testimonianza del beato Rosario Livatino, un “santo della porta accanto” il quale attraverso la sua vita ordinaria, ha realizzato qualcosa di straordinario agli occhi di Dio donando la sua vita per la giustizia.

Devoti del Beato R. A. Livatino

Convegno responsabili 2021

Chi potrà mai dimenticare le emozioni di felicità e tenerezza vissute Sabato 1 e Domenica 2 Maggio 2021 nell’incontro mondiale tra la Presidente e il suo consiglio, gli assistenti spirituali e le responsabili delle Compagnie e il loro consiglio tutte unite insieme attraverso la piattaforma Zoom. Può considerarsi l’evento più straordinario mai organizzato dalla Federazione. L’impossibilità di ritrovarsi vicine nelle stesso luogo è dovuta al momento di pandemia che sta limitando gli incontri e le relazioni tra i vari gruppi.

Questa nuova esperienza ha permesso di vivere, pur rimanendo nelle nostre abitazioni, un singolare momento di formazione. Ciascuna di noi, ha gioito grandemente nel rivedere i volti di tante consorelle sparse nei cinque continenti, lontane non solo dalla distanza geografica e dai fusi orari ma anche da diverse lingue e da problemi di salute (qualcuna si è perfino collegata dall’ospedale).

Anche le consorelle di età avanzata non hanno rinunciato a vivere questo tempo di grazia e superando le difficoltà tecnologiche, sono state la più bella testimonianza di fedeltà al nostro comune amatore e a S. Angela.

Ringraziamo lo Spirito Santo che ha suggerito al Consiglio della federazione di cercare e trovare nelle videoconferenze il modo d’incontrare, vedere, ascoltare, sostenere, condividere gioie, desideri e difficoltà sia con le giovani in formazione, sia per le Compagnie mondiali.

Esprimiamo la nostra gratitudine alla relatrice Dott.ssa Rosalba Rossi per lo splendido tema trattato: Le Costituzioni, un cammino di fedeltà nell’Istituto e nella Chiesa, per essere sempre attente al contesto storico attuale e aperte al futuro; al vice assistente Don Raymond Nkindji Samuangala per il suo importantissimo contributo sui Principi teologici dell’inculturazione del carisma mericiano.

Siamo riconoscenti a quanti, con la preghiera e l’impegno personale hanno guidato e permesso la realizzazione di questo incontro virtuale, in particolare un ringraziamento al tecnico Davide Pisetta.

A tutte e a ciascuna va il nostro GRAZIE per l’ottima riuscita di tale incontro, Gesù unico nostro tesoro ricompensi tutti i sacrifici affrontati. Fiduciosi nella speranza ci auguriamo di rivederci presto per condividere di presenza nuove ed interessanti esperienze.                                                                                       

Compagnia di Agrigento